Il decreto italiano

Ago 23, 2008 by admin in Traduzioni Tags:,

Quella che segue è la traduzione italiana di uno dei recenti post tratti dal blog di Peter Sunde, uno dei creatori di The Pirate Bay, tracker per file torrent recentemente balzato all’onore delle cronache per esser stato sottoposto a “sequestro preventivo”. Nel post “The italian Decree”, Peter Sunde commenta l’assurdità di alcuni punti presenti nel decreto.

Ecco la traduzione:

Il decreto italiano

Il decreto italiano è stato pubblicato ed è disponibile qui.

La cosa più interessante sembra essere la dichiarazione che non possa essere escluso che The Pirate Bay sia nella giurisdizione italiana, o almeno parzialmente. Questa è la prima cosa! Non provano, essi semplicemente “non escludono” e questo è il motivo per cui il sito debba essere bloccato. Si dichiara inoltre che TPB è gestito da quattro persone – immagino stiano ascoltando ancora Ifpi per l’ennesima volta – quando, alcune delle persone che si sostiene gestiscano il sito,  in realtà non lo fanno. Associazione per delinquere, ancora, ancora, ed ancora.

Inoltre, per mostrare che TPB è un’entità commerciale, la linea di condotta del sito afferma che si può essere multati se si usa il sistema per ragioni commerciali senza previa autorizzazione. Non capisco – com’è possibile che questo lo trasformi in un’entità commerciale? Non si vuole semplicemente che il sito venga utilizzato per spam, tutto qui.

Inoltre, affermano anche che TPB deve essere illegale, visto che usa il termine pirata. È così stupido, è qualcosa che Ifpi ha già tentato in tutto il mondo. Riscattiamo la parola pirata. Consideriamo i pirati come chi va al di là dell’ambito normale, non ha nulla a che fare con l’illegalità. Ifpi ha, a questo proposito, smesso di utilizzare pirateria in senso dispregiativo – si son resi conto di aver conquistato il cuore dei pirati e che esser tale, era affascinante.

Ma la cosa Più interessante è quel dominio che non ho mai visto – angloamericanletting.com – di proprietà di qualcuno in UK. Probabilmente si risolve semplicemente allo stesso IP di TPB (forse una coincidenza, o forse solamente un fan). Spiacente, ma adesso ha un nome di dominio illegale in Italia. Spero che ancora più persone puntino i loro nomi di dominio verso TPB e che diano i link ai loro amici, proviamo, facciamo si che ci siano tipo 10.000 domini illegali e che siano tutti listati nei filtri italiani. Le mie fonti dicono che, ad oggi, ci sono circa 4.000 nomi di dominio nel filtro, non sarebbe meraviglioso se fossero più che raddoppiati per la baia?