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	<title>Sleipnir &#187; Sicurezza</title>
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		<title>Blog Mit violato</title>
		<link>http://sleipnir.altervista.org/2008/12/12/blog-mit-violato/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 09:47:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[blog mit compromesso]]></category>
		<category><![CDATA[blog mit violato]]></category>
		<category><![CDATA[blog wordpress violati]]></category>
		<category><![CDATA[blog wordpress vulnerabile]]></category>

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		<description><![CDATA[Curiosando per la rete, cercavo quali fossero i blog famosi che usassero Wordpress e mi sono imbattuto in un blog del Mit : MIT Libraries News
Stavo quasi finendo di dire &#8220;interessante perÃ² questo b&#8230;.&#8221; mentre facevo scorrere tutti i post, che subito dopo l&#8217;ultimo post, ho notato centinaia di link di spam presenti nel footer.
Posso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_257" class="wp-caption alignnone" style="width: 676px"><a href="http://sleipnir.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/mit-violato.jpg"><img class="size-medium wp-image-257" title="mit-violato" src="http://sleipnir.altervista.org/wp-content/uploads/2008/11/mit-violato-300x225.jpg" alt="Blog Mit violato" width="666" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">Blog Mit violato</p></div>
<p>Curiosando per la rete, cercavo quali fossero i blog famosi che usassero Wordpress e mi sono imbattuto in un blog del <a title="MIT" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massachusetts_Institute_of_Technology" target="_blank">Mit</a> : <a title="MIT libraries news" href="http://news-libraries.mit.edu/blog/" target="_blank">MIT Libraries News</a></p>
<p>Stavo quasi finendo di dire &#8220;interessante perÃ² questo b&#8230;.&#8221; mentre facevo scorrere tutti i post, che subito dopo l&#8217;ultimo post, ho notato <strong>centinaia di link di spam presenti nel footer</strong>.</p>
<p>Posso affermare,quindi, con assoluta certezza ( visto che anche il <a title="blog wordpress violato" href="http://sleipnir.altervista.org/2008/10/18/181818sleipnir-violentato-ovvero-cosa-fare-se-il-tuo-blog-e-stato-violato/" target="_blank">blog del sottoscritto Ã¨ stato violato</a> qualche tempo fa&#8230;) che questo <strong>blog del Mit Ã¨ stato violato</strong> e contribuisce ad <strong>aumentare le visite a siti di spam</strong> che vendono <strong>farmaci online.</strong></p>
<p>Ovviamente ho contattato il webmaster ( ormai una ventina di giorni fa&#8230;) per informarlo del problema, che prontamente se n&#8217;Ã¨ altamente sbattuto (visto che il blog Ã¨ ancora pieno di link&#8230;).</p>
<p>Certo che Ã¨ proprio il colmo che un blog del MIT (vabbÃ¨ non tratta propriamente d&#8217;informatica&#8230;certo&#8230;ma ci sarÃ  pure qualcuno che l&#8217;ha installato e lo gestisce, ed immagino appartenga sempre all&#8217;MIT&#8230;) si sia trasformato in una farmacia ambulante <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>18,18,18&#8230;Sleipnir viol(ent)ato, ovvero cosa fare se il tuo blog Wordpress Ã¨ stato violato</title>
		<link>http://sleipnir.altervista.org/2008/10/18/181818sleipnir-violentato-ovvero-cosa-fare-se-il-tuo-blog-e-stato-violato/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 10:58:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[18]]></category>
		<category><![CDATA[aumento visite sospetto]]></category>
		<category><![CDATA[blog wordpress violati]]></category>
		<category><![CDATA[blog wordpress vulnerabile]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>

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		<description><![CDATA[
Partiamo dalla spassossima barzelletta di Gigi Proietti (non devo mettere il link a Wikipedia, vero? Sappiamo tutti quale magnifico ed inimitabile attore e comico sia, neh? &#8230; ), per descrivere un problema che ho dovuto affrontare recentemente (anche per questo motivo non ho postato regolarmente&#8230;) e che, di divertente in realtÃ , ha ben poco&#8230;
PerchÃ© ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/grogqppSbrM&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/grogqppSbrM&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Partiamo dalla spassossima barzelletta di Gigi Proietti (non devo mettere il link a Wikipedia, vero? Sappiamo tutti quale magnifico ed inimitabile attore e comico sia, neh? &#8230; ), per descrivere un problema che ho dovuto affrontare recentemente (anche per questo motivo non ho postato regolarmente&#8230;) e che, di divertente in realtÃ , ha ben poco&#8230;</p>
<p>PerchÃ© ho scelto proprio questa barzelletta? Ecco i due motivi principali:</p>
<p>1) Il titolo: &#8220;<strong>18, 18,18</strong>&#8221; Ã¨ una delle parole chiave, insieme a &#8220;<strong>Google</strong>&#8221; che mi hanno fatto sospettare che qualcosa non andasse&#8230;Vedremo piÃ¹ avanti nel dettaglio&#8230;</p>
<p>2) Il finale della barzelletta, &#8220;Ecco un altro che non si fa mai i cazzi suoi&#8221; ed anche in questo caso e direi soprattutto nel mio caso, nessuna battuta fu mai piÃ¹ azzeccata&#8230;.Maggiori dettagli piÃ¹ avanti in questo post&#8230;.</p>
<p>Ecco l&#8217;antefatto: controllo abbastanza regolarmente le visite al mio blog ed un giorno noto un <strong>aumento delle visite del 1250 %</strong>.</p>
<p>( per proseguire fate clic su &#8220;Continue reading&#8221; )</p>
<p><span id="more-203"></span></p>
<p>Subito dopo lo stupore iniziale (sono rimasto senza parole ed immobile per un minuto buono <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ), mi chiedo ovviamente come mai fosse stato possibile tutto questo.</p>
<p>Vado quindi a controllare le <strong>parole chiave grazie alle quali si Ã¨ verificato questo incremento</strong> e mi accorgo immediatamente che qualcosa non va e che questo <strong>aumento delle visite Ã¨ decisamente sospetto</strong>: le parole chiave che hanno portato al mio blog sono essenzialmente due e precisamente &#8220;<strong>18</strong>&#8221; ( ecco perchÃ© il &#8220;18&#8243; di Proietti <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ) e &#8220;<strong>google</strong>&#8220;, quindi <strong>parole troppo generiche</strong> per portare al mio blog.</p>
<p>Qualche tempo fa avevo letto di <strong>blog violati</strong> e precisamente sul blog di <a title="Goro spam" href="http://www.pensierineccesso.it/2008/04/15/goro-spam-vulnerabilita-wordpress/" target="_blank">PensierInEccesso</a> , quindi visto che frequento da qualche mese una mailing list di <strong>professionisti ed appassionati dell&#8217;analisi forense</strong> ( <a title="Cfitaly" href="http://www.cfitaly.net/" target="_blank">Cfitaly</a> ), ho deciso di chiedere qualche consiglio a loro.</p>
<p>In breve ho ricevuto il validissimo aiuto da parte di <a title="Mario Pascucci" href="http://www.ismprofessional.net/" target="_blank">Mario Pascucci</a>, che ha confermato i miei sospetti: il mio <strong>blog Wordpress era stato violato</strong>. Mi ha consigliato di fare il <a title="Test di contagio blog wordpress violati" href="http://www.ismprofessional.net/pascucci/index.php/2008/06/owned-wordpress-blog-test-di-contagio/" target="_blank">test di contagio</a> ( basta inserire l&#8217;indirizzo del blog che sopettate sia infetto ed il servizio analizzerÃ  il codice del vostro blog alla ricerca degli hack piÃ¹ noti&#8230;) sul <a title="Il non-blog di Mario Pascucci" href="http://www.ismprofessional.net/pascucci/" target="_blank">suo blog</a>, ( che ovviamente ha confermato l&#8217;infezione&#8230;), le <a title="Istruzioni per ripulire blog wordpress infettati" href="http://www.ismprofessional.net/pascucci/index.php/2008/06/owned-wordpress-the-day-after/" target="_blank">istruzioni per ripulire il blog </a>ed i <a title="Dettagli intrusione blog wordpress violati" href="http://www.ismprofessional.net/pascucci/index.php/2008/06/owned-wordpress-blog-ricapitolando/" target="_blank">dettagli sull&#8217;intrusione</a></p>
<p><strong>PerchÃ© un blog con Wordpress viene violato</strong>?</p>
<p>Semplicemente <strong>per incrementare le visite a blog/siti di spam</strong>, tramite <strong>un blog vulnerabile </strong>(quindi<strong> non aggiornato all&#8217;ultima versione esistente</strong>),<strong> inserendoÂ  link e parole spam tramite codice offuscato. </strong><a title="Dettagli intrusione blog wordpress violati" href="http://www.ismprofessional.net/pascucci/index.php/2008/06/owned-wordpress-blog-ricapitolando/" target="_blank"></a></p>
<p>Come suggerito sempre da <strong>Mario Pascucci</strong>, esiste anche un metodo ancora piÃ¹ immediato per scoprire se siete stati infettati (ciÃ² non significa che si possa fare a meno di effettuare il <a title="Test di contagio blog wordpress violati" href="http://www.ismprofessional.net/pascucci/index.php/2008/06/owned-wordpress-blog-test-di-contagio/" target="_blank">test di contagio</a> &#8230; ), inserite in google (o in qualsiasi altro motore di ricerca &#8230;):</p>
<p>&#8220;viagra site: indirizzo-sito-da-verificare&#8221;</p>
<p>&#8220;cialis site: indirizzo-sito-da-verificare&#8221;</p>
<p>ecc&#8230;</p>
<p>Con ecc, ovviamente intendo che potrete inserire qualsiasi parola comunemente usata nello spam&#8230;</p>
<p>Prendiamo come esempio questo blog, scrivendo in google:</p>
<p>&#8220;viagra site:sleipnir.altervista.org &#8221;</p>
<p>ottengo il seguente risultato (tra gli altri&#8230;):</p>
<p>&#8221; Il riso fa buonâ€¦smartphone | Sleipnir<br />
&#8230; ht ep citgo grease medical articles on viagra levaquin lawer what is naprosyn for tendon rupture from levaquin university of mississippi hoodia tramadol &#8230; &#8221;</p>
<p>facendo clic sulla <strong>copia cache della pagina sopra, si vedranno i link di spam</strong>&#8230;</p>
<p><strong>Come avviene il contagio</strong>?</p>
<p>I modi non sono sempre uguali. Nel mio caso erano presenti <strong>due record modificati in una tabella del database (contenenti</strong><strong> codice php offuscato ) che creava </strong>-tra l&#8217;altro- <strong>un plugin abusivo</strong>, <strong>attivato da un file nascosto</strong> all&#8217;interno di una directory</p>
<p>Questa Ã¨ solo una spiegazione a grandi linee, per informazioni piÃ¹ dettagliate vi rimando al blog di Mario:<br />
<a href="http://www.ismprofessional.net/pascucci/" target="_blank">http://www.ismprofessional.net/pascucci/</a></p>
<p>Per sapere i dettagli tecnici di come sia stato possibile effettuare l&#8217;<strong>analisi dei blog con Wordpress compromessi, tramite strumenti open source</strong>, vi rimando all&#8217;articolo di Mario su Cfitaly:</p>
<p><a title="Owned wp analysis" href="http://www.cfitaly.net/owned-wp-analysis" target="_blank">http://www.cfitaly.net/owned-wp-analysis</a></p>
<p>Per finire, ovviamente, un caro <strong>saluto all</strong>&#8216;<strong>emerito stronzo iniettore</strong> <strong>dei blog,</strong> Ã¨ doveroso (e qui mi ricollego al punto 2 dell&#8217;inizio di questo post: il finale della barzelletta di Proietti &#8211; &#8220;Ecco un altro che non si fa mai i cazzi suoi&#8221; &#8211; sottotitolo doveroso ogniqualvolta si nomini l&#8217;<strong>emerito stronzo iniettore</strong> <strong>dei blog </strong>)<strong>:</strong></p>
<p><strong>In culo all&#8217;iniettore</strong>&#8230;. con la speranza che lo bÃ©cchino e gli <strong>iniettino un pisello di TRex nello squaraus</strong> e <strong>cammini bocconi </strong>(non l&#8217;universitÃ  neh <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> &#8230;.anche se come contrappasso si potrebbe farglielo fare <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  &#8230;) per l&#8217;evento (magari Ã¨ pure <strong>pederasta e ci gode</strong>&#8230;)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cos&#8217;Ã¨ il phishing?</title>
		<link>http://sleipnir.altervista.org/2008/01/20/cose-il-phishing/</link>
		<comments>http://sleipnir.altervista.org/2008/01/20/cose-il-phishing/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Jan 2008 06:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[VideoJug: What is &#8220;phishing&#8221;?
Questo secondo video spiega in poche semplici parole cosa sia il phishing.
Come sempre, la mia traduzione del video:
Il phishing Ã¨ un pratica divenuta molto popolare ultimamente. Viene attuato quando l&#8217;hacker o il ladro manda un&#8217;email fingendo d&#8217;essere un&#8217;azienda fidata, con la quale si hanno generalmente rapporti. Le piÃ¹ popolari sono eBay, Pay [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="400" height="330" ><param name="movie" value="http://www.videojug.com/player?type=interview&#038;id=5d5ccbe7-989d-a42f-10eb-ff0008c962c9&#038;items=9b87c8de-72e8-527c-1118-ff0008c962c9" /><param name="wmode" value="transparent" /><embed src="http://www.videojug.com/player?type=interview&#038;id=5d5ccbe7-989d-a42f-10eb-ff0008c962c9&#038;items=9b87c8de-72e8-527c-1118-ff0008c962c9" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="400" height="330" /></object><br /><a href="http://www.videojug.com">VideoJug</a>: <a href="/expertanswer/computer-security-and-malicious-software/what-is-phishing">What is &#8220;phishing&#8221;?</a></p>
<p>Questo secondo video spiega in poche semplici parole cosa sia il phishing.</p>
<p>Come sempre, la mia traduzione del video:</p>
<p>Il phishing Ã¨ un pratica divenuta molto popolare ultimamente. Viene attuato quando l&#8217;hacker o il ladro manda un&#8217;<strong>email fingendo d&#8217;essere un&#8217;azienda fidata</strong>, con la quale si hanno generalmente rapporti. Le piÃ¹ popolari sono eBay, Pay Pal, ed alcune banche. In questa email verrÃ  spiegato qualcosa per <strong>costringere ad aggiornare il proprio account o aggiornare le informazioni e generalmente si chiederÃ  di cliccare su un link</strong>. Questo porterÃ  ad una <strong>pagina esattamente uguale alla mail originale e chiederÃ  d&#8217;inserire informazioni sensibili</strong>: login, numero di conto e password, ecc&#8230; L&#8217;unico problema Ã¨ che non Ã¨ la banca, non Ã¨ il servizio, non Ã¨ l&#8217;organizzazione che finge d&#8217;essere, sta semplicemente prendendo quelle informazioni da voi.</p>
<p>Per alcuni esempi di phishing ed informazioni supplementari:</p>
<p><a href="http://www.anti-phishing.it/">http://www.anti-phishing.it/</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cos&#8217;Ã¨ il malware?</title>
		<link>http://sleipnir.altervista.org/2008/01/19/cose-il-malware/</link>
		<comments>http://sleipnir.altervista.org/2008/01/19/cose-il-malware/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2008 10:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[VideoJug: What is &#8220;malware&#8221;?
Questo Ã¨ un primo video che spiegherÃ  alcuni dei termini tipici della sicurezza informatica e che, volenti o nolenti, fanno parte della nostra navigazione quotidiana su internet (generalmente riguardano gli utenti windows, neh?   ) 
Ecco la traduzione del video :
Il malware Ã¨ software nocivo, cioÃ¨ software creato con l&#8217;unica intenzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="400" height="330" ><param name="movie" value="http://www.videojug.com/player?type=interview&#038;id=5d5ccbe7-989d-a42f-10eb-ff0008c962c9&#038;items=1eda846f-6e51-2807-1103-ff0008c962c9" /><param name="wmode" value="transparent" /><embed src="http://www.videojug.com/player?type=interview&#038;id=5d5ccbe7-989d-a42f-10eb-ff0008c962c9&#038;items=1eda846f-6e51-2807-1103-ff0008c962c9" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="400" height="330" /></object><br /><a href="http://www.videojug.com">VideoJug</a>: <a href="/expertanswer/computer-security-and-malicious-software/what-is-malware">What is &#8220;malware&#8221;?</a></p>
<p>Questo Ã¨ un primo video che spiegherÃ  alcuni dei <strong>termini tipici della sicurezza informatica</strong> e che, volenti o nolenti, fanno parte della nostra navigazione quotidiana su internet (generalmente riguardano gli utenti windows, neh? <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ) </p>
<p>Ecco la traduzione del video :</p>
<p>Il <strong>malware Ã¨ software nocivo</strong>, cioÃ¨ software creato con l&#8217;unica intenzione di causare danno. Il malware Ã¨ software che entrerÃ  nel vostro sistema o computer e probabilmente porterÃ  con sÃ© una serie di cose come <strong>cavalli di troia, worm, virus</strong>; qualcosa quindi che sarÃ  distruttivo o dannoso ma che <strong>esiste solamente per essere nocivo e per nessun altra ragione</strong>.</p>
<p>Questa, ovviamente, Ã¨ soltanto una breve spiegazione per far capire in poche parole l&#8217;informatichese <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  che incontriamo, il malware Ã¨ un argomento molto ampio e complesso in realtÃ .</p>
<p>Per un approfondimento (molto piÃ¹ tecnico):</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Malware">http://it.wikipedia.org/wiki/Malware</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Soldato Fritz ambulante (del cellulare blindato)</title>
		<link>http://sleipnir.altervista.org/2006/10/13/soldato-fritz-ambulante-ovvero-come-ti-blindo-il-cellulino/</link>
		<comments>http://sleipnir.altervista.org/2006/10/13/soldato-fritz-ambulante-ovvero-come-ti-blindo-il-cellulino/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2006 10:39:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[
Chiarito, nei post precedenti (spero   ), cosa sia il trusted computing e quali siano i pericoli reali che esso rappresenta per il nostro pc e non solo; eccoci arrivati ad un&#8217;ulteriore evoluzione dei nostri cari grandi fratelli: la sigla  MTM  vi dirÃ  ben poco immagino. Potrebbe sembrare una nuova casa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="no tcpa" title="no tcpa" src="http://www.cybernautas.es/images/tcpa/imagen2.gif" /></p>
<p>Chiarito, nei post precedenti (spero <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ), cosa sia il <a title="trusted computing" href="http://www.no1984.org/">trusted computing</a> e quali siano i pericoli reali che esso rappresenta per il nostro pc e non solo; eccoci arrivati ad un&#8217;ulteriore evoluzione dei nostri cari grandi fratelli: la sigla <strong> MTM </strong> vi dirÃ  ben poco immagino. Potrebbe sembrare una nuova casa di produzione cinematografica, vista la somiglianza con la casa del leoncione ruggente; ma qui purtroppo, a ruggire, sarÃ  e dovrÃ  essere solamente <strong>la nostra cara e vecchia privacy </strong>, oramai affogata nello <a title="Stige" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stige_(fiume)">Stige</a> del Trusted computing.</p>
<p><span id="more-10"></span><br />
Dopo questa metafora letteral-dantesca, torniamo alla nostra sigla: <strong>MTM (Mobile Trusted module) </strong> Ã¨ semplicemente la <strong>trasposizione in chiave mobile delle specifiche del Trusted Computing Group</strong>&#8230;chiaro? <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  no? <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ok:</p>
<p>In poche parole, lo scopo dei nostri cari grandi fratelli (tra  questi: <strong>Ericsson, Nokia, Motorola, NEC, Vodafone</strong> sono solo alcuni dei circa 50 <a title="membri trusted computing group" href="https://www.trustedcomputinggroup.org/about/members/">membri</a> ) sarebbe :</p>
<p>1)<strong> proteggere i dati personali dell&#8217;utente </strong>, impedendo tentativi non autorizzati di accesso via software o via hardware</p>
<p>2) <strong>render sicuri i sistemi di pagamento mobili </strong></p>
<p>3) <strong>render inviolabili i contenuti del software</strong> affinchÃ© siano utilizzati nel modo previsto dai distributori.<br />
Bene&#8230;direte&#8230;No! Ecco perchÃ¨:</p>
<p>1) Ci saranno <strong>aree protette riservate </strong> ed accessibili tramite<strong> vari livelli di sicurezza </strong>(chiamati <strong>livelli di trust </strong>) ad uno o piÃ¹ persone al tal cellulare con la tal password o chiave digitale; queste aree perÃ² sono <strong>liberamente accessibili </strong>(indi<strong> sufficientemente trusted </strong>) da un operatore, un fornitore di software o un costruttore che puÃ², in scioltezza, <strong>modificare o verificare il sistema operativo del cellulare o altri software essenziali </strong>.</p>
<p>2-3) Per spiegare questi punti facciamo un esempio.<br />
Fieri e gai del nostro super cellulare trusted che ci permette di fare acquisti in tutta sicurezza ci apprestiamo a comprare &#8220;Via col Vento&#8221; in formato mobile &#8211; 120 x 184 pixel &#8211; (abbiamo giÃ  il dvd ma no, che schifo poterlo vedere su un televisore lcd da 40 polllici&#8230;perchÃ¨ non usufruire delle meraviglie tecnologiche dei mega guru del marketing: indi felici e contenti di esser tennologicamente avanzati ci apprestiamo a scaricare il nostro via col vento mini in formato 120 x 184 per 5 euri&#8230;.no&#8230;7 euri&#8230;.visto che il nostro grande fratello produttore per 5 euri ci dÃ  solamente il formato 60 x 92, visibile chiaramente solo se siamo un moscerino della frutta.<br />
VabbÃ¨&#8230; perÃ² sono avanti centanni ad avere uno splendido film in cellulare: adesso mi spaparanzo sulla poltrona, mi metto comodo e bello prono e bocconi sul cellulino mi godo il film&#8230;.vai&#8230;.play&#8230;&#8221;Attenzione il film Ã¨ visibile solamente con Microsozz Media player 245. versione anno 4020. Potete scaricarlo al tal indirizzo al costo di 10 euri&#8221; ma pork&#8230;..vabbÃ¨ la buona tennologia ha il suo prezzo&#8230;.ok&#8230;.scaricato&#8230;.vai&#8230;. play&#8230;.&#8221;Attenzione per usufruire dei contenuti multimediali di ultima generazione di questo film dovrete scaricare, liberamente, ed al misero prezzo di 12 euri i rutti piÃ¹ famosi del &#8220;grande fratello 14&#8243;, le scazzottate delle donnine tangate dell&#8217; &#8220;Isola dei famosi 22&#8243; per soli 8 euri in suono Hi-Fi 3d e gli aforismi migliori de &#8220;la pupa e il secchione 8&#8243; a soli 6 euri &#8220;&#8230;.ma pork,strapork,superpork&#8230;..okkei  sono stufo disinstallo Windoz e metto su Linux&#8230;.vai&#8230;.&#8221; Attenzione violazione hardware, software, multimediale galattica, ora potrete utilizzare il vostro cellulare solamente come torcia d&#8217;emergenza per illuminare la vostra cella o per vedere l&#8217;incursore trans che nottetempo vi ricorderÃ  che potrete acquistare un nuova copia di Windoz Wista 2008 alla modica cifra di 500 euri &#8221;</p>
<p>Tutto questo scenario Ã¨ ovviamente esagerato per far sorridere ma l&#8217;ironia e/o il sarcasmo, molto spesso celano la nuda e cruda realtÃ &#8230;..</p>
<p>Come ultima cosa, non bisogna dimenticare che il <strong>trusted computing non riguarda solamente i cellulari ed i pc ma anche dispositivi portatili </strong>(quali hard disk, memory card, memorie flash, pen drive, lettori mp3, ecc&#8230;) : se ne parla in questi articoli di punto informatico (<a title="San disk chip antipirateria" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1315707&#038;r=PI">San disk lancia i chip antipirateria</a>, <a title="Gruvi, drm tuttofare" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=55708&#038;r=Hardware">Gruvi, un DRM formato scheda tuttofare</a> ) e nel sito del <a title="trusted computing group storage" href="https://www.trustedcomputinggroup.org/groups/storage/">Trusted computing group</a></p>
<p><em>Fonte</em>: <a title="Da AMD a VIA passando per ARM: tutti i maggiori produttori IT sono impegnati in progetti di blindatura. Con l'eccezione di uno sviluppatore cinese. I dettagli" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1425378&#038;r=PI">Punto informatico</a>, <a title="no1984.org-mobile trusted computing" href="http://www.no1984.org/Cassandra_Crossing/Mobile_Trusted_Computing?action=fullsearch&#038;value=linkto%3A%22Cassandra+Crossing/Mobile+Trusted+Computing%22&#038;context=180">no1984.org </a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>DRM (Digital Right Management) o (Digital Right Menace) ?</title>
		<link>http://sleipnir.altervista.org/2006/10/03/drm-no-grazienon-uso-la-testa-solo-per-dividere-le-spalle/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Oct 2006 15:52:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[
Oggi, 3 ottobre, Ã¨ la giornata mondiale contro il  DRM ,  promossa dalla Free Software Foundation ed in particolare da Defective By Design.org, che si batte per far conoscere e combattere tutto ciÃ² che possa negare la libertÃ  in rete : il drm (digital right management) ed il trusted computing
Cos&#8217;Ã¨ il Drm? E&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="no drm" title="no drm" src="http://defectivebydesign.org/sites/nodrm.civicactions.net/files/images/dbd%20image.Medium.png" /></p>
<p><strong>Oggi, 3 ottobre, </strong><strong>Ã¨ la giornata mondiale contro il <a href="http://defectivebydesign.org/en/what_is_drm_digital_restrictions_management"> DRM</a> , </strong> promossa dalla <a title="Free Software Foundation" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Free_Software_Foundation">Free Software Foundation</a> ed in particolare da <a title="Defectivebydesign" href="http://defectivebydesign.org/">Defective By Design.org</a>, che si batte per far conoscere e combattere tutto ciÃ² che possa negare la libertÃ  in rete : il drm (<a title="digital right management" href="http://www.no1984.org/Talk">digital right management</a>) ed il <a title="trusted computing" href="http://www.no1984.org/Talk">trusted computing</a><br />
Cos&#8217;Ã¨ il Drm? E&#8217; la sigla di <a title="drm" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_rights_management">Digital right management</a>, un sistema antipirateria su dvd,cd, ecc..che in realtÃ   <strong>minaccia la privacy e la sicurezza dei propri dati</strong><br />
(per un approfondimento: <a title="Drm e trusted computing" href="http://www.no1984.org/Talk">http://www.no1984.org/Talk</a>)</p>
<p>Il sito <strong>Defective by design</strong> Ã¨ una sorta di &#8220;coordinatore&#8221; per quanto riguarda l&#8217;informazione (tramite volantini, adesivi e graffiti nelle principali cittÃ  europee) ed il <strong>boicottaggio di tali tecnologie</strong>: una delle iniziative prevede la <strong>raccolta di firme contro il Drm</strong> e verrÃ  chiesto anche il <strong>sostegno di Bono</strong>, come ultimo firmatario.</p>
<p>Per aderire all&#8217;iniziativa <strong>Et tu Bono</strong>:<br />
<a title="Et tu bono" href="http://defectivebydesign.org/petition/bonopetition">http://defectivebydesign.org/petition/bonopetition</a></p>
<p>Per sostenere questa campagna contro il Drm cosa si puÃ² fare?:</p>
<p><a title="Iscrizione Defective by design" href="http://defectivebydesign.org/en/node/9">Iscriversi</a> al sito</p>
<p><a title="Guida anti-drm" href="http://defectivebydesign.org/en/guide"><strong>Rifiutarsi di acquistare hardware e/o software</strong></a><strong> che usa il Trusted computing o il Digital Right Management</strong></p>
<p><strong>Boicottare cd e dvd che utilizzano il drm</strong> e <strong>scaricare musica e video dai siti che non utilizzano il drm</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Soldato Fritz</title>
		<link>http://sleipnir.altervista.org/2006/09/23/soldato-fritz/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Sep 2006 17:36:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[ Trusted Computing&#8230;Vi dice qualcosa? No&#8230;Beh&#8230;sicuramente non siete soli, visto che ignorarne l&#8217;esistenza Ã¨ lo scopo principale di chi l&#8217;ha creato.
Come si potrebbe sintetizzare tutto ciÃ² che gira intorno al trusted computing in poche parole? Grande fratello informatico (ovviamente per grande fratello mi riferisco al celebre romanzo di George Orwell 1984), che come il celebre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" alt="Trusted computing" title="Trusted computing" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/43/Soelse.jpg/180px-Soelse.jpg" /><a title="Trusted computing" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trusted_computing"> Trusted Computing</a>&#8230;Vi dice qualcosa? No&#8230;Beh&#8230;sicuramente non siete soli, visto che <strong>ignorarne l&#8217;esistenza Ã¨ lo scopo principale di chi l&#8217;ha creato</strong>.<br />
Come si potrebbe sintetizzare tutto ciÃ² che gira intorno al <strong>trusted computing</strong> in poche parole? <strong>Grande fratello informatico</strong> (ovviamente per grande fratello mi riferisco al celebre romanzo di <a title="1984" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1984_(libro)">George Orwell</a> <a title="1984" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1984_(libro)">1984</a>), che come il celebre personaggio del romanzo; <strong>osserverÃ  e governerÃ </strong>, con la <strong>scusa della sicurezza</strong>, <strong>tutte le nostre azioni</strong>, oltre che all&#8217;<strong>hardware ed al software che potremo utilizzare</strong>. Mandando a farsi benedire (per non usare un linguaggio piÃ¹ colorito&#8230;) e <strong>minando alle radici la nostra privacy</strong>, la <strong>sicurezza dei nostri dati personali</strong> e soprattutto la nostra <strong>libertÃ  di utilizzare un particolare software o hardware</strong></p>
<p>Come funziona tutto questo? (spero di avervi incuriosito, almeno un po&#8217; <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ), ecco:</p>
<p><span id="more-9"></span><br />
Il <strong>trusted computing</strong> (letteralmente informatica fidata) identifica un nome collettivo che riunisce <strong>diversi progetti</strong> e <strong>diverse aziende</strong>:<strong>Trusted Computing Group</strong>, <strong>Microsoft</strong> (eh !? <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Come poteva mancare? Come dare un gomitolo rosso ad un gattino&#8230;.), <strong>Intel</strong>, <strong>AMD</strong>, <strong>ARM</strong>, <strong>Transmeta</strong> ed altri ancora. Vista questa variegata natura di progetti ed aziende non Ã¨ facile spiegare che cosa sia esattamente, ci sono perÃ² alcuni <strong>punti in comune</strong>: ci sono <strong>elementi hardware</strong> (<strong>chip crittografici</strong> : Il chip in sostanza ha una funzione di <strong>controllo passivo sull&#8217;hardware ed il software installato sulla macchina</strong> su cui Ã¨ presente, se tutto Ã¨ in regola secondo i suoi parametri il chip rilascierÃ  le chiavi crittografiche e la macchina si attiverÃ  (siccome il software sarÃ  attivato dalle chiavi), ma se c&#8217;Ã¨ qualcosa di anomalo tutto sarÃ  bloccato.</p>
<p>Questo chip grande fratello Ã¨ quello che dÃ  il titolo al nostro post: il <strong>Fritz Chip</strong>, appunto, cioÃ¨ il <strong>microchip che fornisce le funzionalitÃ  crittografiche</strong> necessarie a tutto il resto del sistema.</p>
<p>Tralasciando i paroloni e l&#8217;informatichese <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  questo sistema puÃ² essere usato non solo per <strong>rendere piÃ¹ sicura una macchina ma anche per decidere cosa vi girerÃ  sopra</strong>.</p>
<p><strong>Windows Vista</strong> dovrebbe essere il primo sistema operativo a supportare pienamente le funzionalitÃ  del chip Fritz (dicevamo del gattino con il gomitolo?&#8230; <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  )</p>
<p>ll <strong>Fritz Chip</strong> Ã¨ il <strong>successore del chip crittografico IBM ESS</strong> (Embedded Security Subsystem) che viene montato giÃ  da diversi anni su una parte della gamma di <strong>laptop ThinkPad di IBM</strong> (ora <strong>Lenovo</strong>). Questo chip viene ora chiamato <strong>TPM (Trusted Platform Module)</strong> e viene prodotto in serie da almeno <strong>6 diverse aziende</strong> (Atmel, Broadcom, Infineon, Sinosun, STMicroelectronics e Winbond) secondo le specifiche del Trusted Computing Group (TCG). Il costo di questi chip varia da un <strong>minimo di 5 $ ad un massimo di 7 $</strong>, per lotti di 1000 pezzi, a seconda del modello richiesto.</p>
<p>Il Fritz Chip, vista la sua economicitÃ , <strong>puÃ² essere montato su qualunque dispositivo</strong>:dal <strong>pc, al lettore portatile di MP3, ai telefoni cellulari</strong> (il prossimo post,infatti, si occuperÃ  proprio del nostro &#8220;amico&#8221; Fritz in versione ambulante <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p>Veniamo ora al termine che m&#8217;interessa di piÃ¹: <strong>trust</strong> (in italiano fiducia) ma in questo caso Ã¨ una <strong>fiducia del tutto particolare</strong>: fiducia, in questo caso, <strong>non Ã¨ sinonimo di affidabile</strong> dal punto di vista dell&#8217;utente, ma piuttosto Ã¨ considerato <strong>fidato dal punto vista dei produttori</strong>. Teoricamente, quindi, (ma conoscendo Zio Bill, il passaggio dalla teoria alla pratica si misura in nanosecondi <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ) Ã¨ possibile che i dispositivi che recheranno in mano (come la donzelletta che vien dalla capmagna <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ) tale tecnologia; potranno, oltre che <strong>proteggere il software da manomissioni</strong>, imporre <strong>restrizioni su applicazioni ritenute non affidabili</strong>, cioÃ¨ <strong>non approvate dai produttori</strong>.</p>
<p>I sostenitori del TC sono i colossi dell&#8217;informatica mondiale, come <strong>Amd</strong>,<strong> Hp</strong>,<strong> IBM</strong>,<strong> Intel</strong>, <strong>Microsoft</strong> e<strong> Sun</strong> e lo presentano come la soluzione per ottenere <strong>computer piÃ¹ sicuri, affidabili e meno attaccabili da virus e programmi nocivi</strong>.</p>
<p>Per fortuna c&#8217;Ã¨ l&#8217;altra faccia della medaglia, cioÃ¨ <strong>chi critica questa soluzione</strong> â€“ soprattutto la <strong>comunitÃ  del software libero</strong> ed <strong>open source</strong> â€“ che, a ragion veduta, sostiene che un pericoloso effetto collaterale del TC possa essere quello di imporre delle <strong>restrizioni irragionevoli su come i legittimi proprietari possano usare i propri computer</strong>.</p>
<p>Anche alcuni <strong>esperti di sicurezza</strong> disapprovano tale tecnologia, visto che <strong>non Ã¨ possibile vedere se </strong><strong>l&#8217;hardware del TC</strong><strong> sia stato realizzato </strong><strong>correttamente</strong> e non contenga delle <a title="backdoor" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Backdoor">backdoor</a> (<strong>meccanismi in grado di garantire l&#8217;accesso non autorizzato al sistema</strong>) o <strong>funzioni nascoste</strong> che possono rappresentare un <strong>rischio per la sicurezza del sistema</strong> o per la <strong>riservatezza e la sicurezza dell&#8217;utente privato o di un&#8217;azienda</strong>, come ad esempio il <a title="Drm" href="http://it.wikipedia.org/wiki/DRM">Digital Rights Management (DRM)</a>, lederÃ  il diritto alla riservatezza e imporrÃ  altre restrizioni agli utenti.</p>
<p>Questa protezione totale da virus, attacchi esterni, ecc&#8230;che viene tanto sbandierata dal TC (per un&#8217;analisi  vi rimando al seguente articolo di Wikipedia: <a title="funzionalitÃ  trusted computing" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trusted_computing">funzionalitÃ  del trusted computing</a> ) Ã¨ un&#8217;arma a doppio taglio, la sua <strong>struttura chiusa, potrebbe ritorcersi sulla capacitÃ  di controllare il sistema</strong> da parte del legittimo proprietario. Un esempio pratico Ã¨ fornito da un noto <strong>crittografo di Cambridge</strong>,<strong> Ross Anderson</strong>:</p>
<blockquote><p>&#8221; i <strong>fornitori di software potrebbero rendere molto difficile il passaggio a prodotti dei loro concorrenti</strong>. In parole povere, <strong>Word potrebbe cifrare tutti i documenti con chiavi conosciute solo dai programmi Microsoft</strong>; questo vorrebbe dire che sarebbe possibile leggerli soltanto con prodotti Microsoft, e non con un qualsiasi programma di elaborazione di testi della concorrenza.</p>
<p>il maggior beneficio per Microsoft Ã¨ che il sistema <strong>TC aumenterÃ  notevolmente i costi di passaggio da un prodotto Microsoft (come Office) a uno concorrente (come OpenOffice)</strong>. Per esempio, uno studio legale che volesse passare da Office ad OpenOffice, ora come ora, dovrebbe solo installare il nuovo software, istruire i dipendenti e convertire i propri documenti. In un arco di cinque anni, una volta che loro abbiano ricevuto documenti protetti con il TC da magari un migliaio di clienti diversi, dovrebbero ottenere il permesso (sotto forma di certificato digitale firmato) da ognuno di quei clienti per poter rendere leggibili i file dal nuovo software. Per motivi pratici lo studio legale non farÃ  mai una cosa del genere, cosÃ¬ che sarÃ  ancora piÃ¹ legato al produttore del programma che usa (Office), e ciÃ² darÃ  a Microsoft la possibilitÃ  di alzare i prezzi dei propri prodotti.&#8221;</p></blockquote>
<p>E riassume il concetto con :</p>
<blockquote><p>&#8221; Il punto fondamentale Ã¨ che <strong>chiunque controlli l&#8217;infrastruttura TC acquisirÃ  un enorme potere</strong>. Avere il controllo di questo Ã¨ <strong>come far sÃ¬ che tutti usino la stessa banca</strong>, o lo stesso fornitore d&#8217;accesso, o <strong>lo stesso avvocato</strong>. Ci sono molti modi con cui Ã¨ possibile abusare di questo potere.&#8221;</p></blockquote>
<p>Schematizzando, ecco i <strong>principali timori</strong> degli <strong>oppositori del Trusted Computing:</strong></p>
<p><strong>1) ImpossibilitÃ  di cambiare software</strong></p>
<p>Una delle <a title="funzionalitÃ  trusted computing" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trusted_computing">funzionalitÃ  del trusted computing</a>  Ã¨ il <strong>sealed storage </strong>che protegge le informazioni per mezzo della  <a title="Cifratura" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cifratura">cifratura</a>, usando una <strong>chiave combinata</strong> di software e hardware: tali informazioni possono essere fruibili solo con la stessa <strong>combinazione di software ed hardware</strong>. Se ad esempio, ho un diario privato sul mio computer e non voglio che altri possano leggerlo userÃ² questa  <strong>cifratura combinata</strong> di  software (i programmi che utilizzo sul mio computer) e hardware (il mio  pc fisicamente), quindi se qualcuno dovesse copiare il mio diario e volesse leggerlo sul suo pc, non ci riuscirebbe visto che non utilizza i programmi che uso io e nemmeno il mio pc.</p>
<p>Un virus (Sircam) puÃ² cercare il diario, leggerlo ed inviarlo a qualcun&#8217;altro, con il sealed storage non ci riuscirebbe visto che <strong>solo il programma che l&#8217;ha scritto</strong> e <strong>solo il computer sul quale Ã¨ stato scritto</strong> sono in grado di accedervi<br />
Bello&#8230;direte&#8230;No! Visto che se volessi <strong>cambiare programma</strong> per scrivere il diario (un programma concorrente ad esempio) non potrei farlo. E qui salta fuori lo zampino malefico dello Zio Bill <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  : molti credono che Microsfot usando il sealed storage possa <strong>impedire il passaggio a programmi concorrenti</strong> (ad esempio da <a title="Office" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Office">Office</a> ad <a title="OpenOffice" href="http://it.wikipedia.org/wiki/OpenOffice.org">Openoffice.org</a></p>
<p>Per fare un esempio: i documenti messi a disposizione in rete da una <strong>pubblica amministrazione</strong> che usa da anni <a title="Word" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Word">Word</a>, costringerebbe chunque debba utilizzare tali documenti ad acquistare una licenza di Word e magari anche di Windows.</p>
<p>Sempre proseguendo con questo esempio, per scaricare i documenti avremmo bisogno di un <a title="browser" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Browser">browser</a> ed ovviamente potrÃ  essere <strong>solo e soltanto Internet Explorer</strong> (con tutti i suoi spifferi <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ). Un sistema di <a title="Autenticazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Autenticazione">autenticazione remota</a> potrebbe richiedere un certificato in modo da essere sicuri che in quel momento il visitatore stia effettivamente usando quel particolare browser.</p>
<p><strong>2) Perdita del controllo sui propri dati</strong></p>
<p>Se il primo punto limitava la libertÃ  questo rasenta il crimine:</p>
<p>Il Tc Ã¨ composto anche dalle <strong> maggiori aziende musicali e cinematografiche</strong>, quindi molti pensano che lo scopo principale del Tc sia di supportare il <a title="Digital right management" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_rights_management">Digital Right Management</a> (drm): ovvero una sorta di <strong>protezione anticopia o antipirateria</strong> che in realtÃ  Ã¨ illegale e <strong>nasconde molti pericoli sia per la privacy che per la sicurezza</strong></p>
<p>Ovviamente il nostro caro (per non usare altri epiteti che meglio lo descriverebbero&#8230;chissÃ  perchÃ¨ ma mi viene in mente Fantozzi: Dott,Ing,Avv,ecc&#8230;.:) ) zio bill, ha giÃ  annunciato un <strong>DRM in windows media player</strong> e probabilmente (ma io ne sono certo) in <strong>Windows Vista </strong>(eh&#8230;..c&#8217;ha la VISTA lunga Billo <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  )</p>
<p>Come funzionerebbe il <strong>drm con il Trusted computing </strong>?</p>
<p>Ad esempio si potrebbe <strong>pilotare l&#8217;ascolto della musica scaricata da internet </strong> : il tal artista (ad esempio <a title="Biagio Antoniacci: la testimonianza di una fan" href="http://www.cuoremangiato.splinder.com/post/8858755">Biagio Antoniacci</a>&#8230;.ops&#8230;.scusate&#8230;.avevo detto artista&#8230;.mmm&#8230;.gli U2&#8230;no&#8230;.tutt&#8217;insieme non fanno un artista&#8230;.<a title="Enya" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enya">Enya</a>&#8230;.<br />
ecco&#8230;qui ci siamo&#8230;..) decide che la sua musica potrÃ  essere <strong>ascoltata tre volte al giorno</strong> e <strong>solo con quel tal lettore multimediale </strong>(e qui appare un tal gattino con il gomitolo rosso che si sfrega le zampine&#8230;.), il <a title="sealed storage" href="http://www.no1984.org/Dettagli_sul_Trusted_Computing">sealed storage</a> <strong>impedirebbe di utilizzare un altro lettore</strong> e il <a title="memory curtaining" href="http://www.no1984.org/Dettagli_sul_Trusted_Computing">memory curtaining</a> <strong>impedirebbe di fare una copia del brano </strong>mentre viene riprodotto.</p>
<p>Inoltre un <a title="watermark audio" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=55971&#038;r=PI">watermark audio</a> impedirebbe la registrazione analogica collegando l&#8217;uscita della scheda audio con un sistema di registrazione.</p>
<p><strong>Senza l&#8217;<a title="attestazione remota" href="http://www.no1984.org/Dettagli_sul_Trusted_Computing">attestazione remota</a></strong> invece <strong>si potrebbe usare il lettore che si vuole</strong> e <strong>convertire il brano scaricato in mp3 </strong> o qualsiasi altro formato.</p>
<p><strong>3) DifficoltÃ  nel cambiare computer </strong></p>
<p>Integrato nel processore ci sarÃ  il <a title="Trusted platform module" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trusted_Computing_Platform_Alliance">Trusted Platform Module</a> e tutte le identitÃ  digitali (<a title="Attestation identity key" href="http://www.no1984.org/Dettagli_sul_Trusted_Computing">Attestation Identity Key</a> ) associate al tal computer: una sorta, quindi, di <strong>firma software e hardware utilizzata per proteggere contenuti digitali e multimediali legata indissolubilmente al tal computer</strong>. Se un utente volesse <strong>cambiare computer o copiare alcuni dati personali per trasferirli ad un altro computer non  potrebbe farlo</strong> (se non con una procedura lunga e laboriosa)</p>
<p>In Europa ed in Italia, in particolare (ad esempio per <a title="carta identitÃ  elettronica" href="http://www.innovazione.gov.it/ita/egovernment/infrastrutture/cie.shtml">la carta d&#8217;identitÃ  elettronica</a> ) per risolvere questo problema si sta cercando di usare Trusted Platform Module &#8220;esterni&#8221;</p>
<p><strong>4) Censura</strong></p>
<p><strong>Impedire l&#8217;uso di applicazioni non legate al trusted computing </strong> in favore di <a title="software proprietario" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Software_proprietario">software proprietario</a> (ecco il nostro bel gattino che rispunta <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ) che si autoaggiorna, potrebbe influire sulla <strong>libera circolazione delle notizie in rete </strong>e di conseguenza sulla libertÃ  degli utenti d&#8217;Internet di consultarle.</p>
<p>Ad esempio : un giornale potrebbe richiedere per leggere i suoi articoli online la tal applicazione, a sua volta questa applicazione potrebbe esser programmata per legger solo <strong>l&#8217;ultima versione dell&#8217;articolo</strong>. In questo modo, questa forzatura della visualizzazione della &#8220;versione piÃ¹ recente&#8221; permetterebbe al giornale di &#8220;riscrivere la storia&#8221; cambiando o cancellando degli articoli,esattamente come nel romanzo <a title="1984" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1984_(romanzo)">1984</a> .</p>
<p>Anche se un utente avesse salvato sul proprio computer l&#8217;articolo originale, il <strong>programma potrebbe rifiutarsi di visualizzarlo</strong>, una volta che sia a conoscenza che ne esiste una versione piÃ¹ recente.</p>
<p>Si potrebbe anche andare oltre: i blog ed altre aree nelle quali il pubblico ha tradizionalmente goduto della protezione dell&#8217;anonimato,se qualcuno ai piani alti valutasse che un determinato documento contenga informazioni &#8220;scomode&#8221;, potrebbe <strong>rendere impossibile l&#8217;accesso al documento</strong> stesso a chiunque, autore compreso. Chi controlla il TC, ha la tecnologia per poter effettuare la <strong>censura di documenti, o di interi siti internet</strong>, senza nemmeno che le persone se ne possano accorgere. Ad esempio, un utente non si accorgerÃ  dell&#8217;avvenuta censura di un sito se, quando tenterÃ  di accedervi, riceverÃ  in risposta che il sito non esiste: semplicemente il <strong>proprio browser si rifiuterÃ  di visualizzarlo </strong>.</p>
<p>ChissÃ  perchÃ¨ ma tutto questo mi ricorda una certa <a title="censura cinese google" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=57527">censura cinese su google</a> &#8230;</p>
<p><strong>5) Perdita dell&#8217;anonimato su Internet</strong></p>
<p>La <strong>tecnologia TC Ã¨ in grado di dichiarare la propria identitÃ </strong>,chiunque quindi potrÃ  ottenere <strong>dati sull&#8217;identitÃ  dell&#8217;utente di quel computer con un elevato grado di precisione</strong>.</p>
<p>Questi <strong>dati verranno forniti volontariamente o indirettamente</strong>.<br />
Le nuove tecnologie di identificazione (<strong>biometriche e RFID</strong>), <strong>permettono un&#8217;identificazione molto accurata, e quindi saranno disponibili maggiori informazioni sull&#8217;utente</strong>. Gli acquisti online e le transizioni di denaro possono essere ritenuti piÃ¹ sicure grazie all&#8217;attestazione remota, questa schedatura perÃ² potrebbe causare la perdita dell&#8217;aspettativa di anonimato da parte dell&#8217;utente durante l&#8217;utilizzo di Internet.</p>
<p><strong>Owner Override</strong></p>
<p>Il <strong>trusted Computing protegge il sistema da tutte le interferenze, persino dal controllo del proprietario</strong>.</p>
<p>Una <strong>possibile soluzione</strong> a questi problemi, Ã¨ <strong>permettere al proprietario di controllare queste protezioni (owner override)</strong></p>
<p>Il computer si assicura che ci sia fisicamente una persona presente e che tale persona sia il proprietario dell&#8217;elaboratore.</p>
<p>Il proprietario potrebbe decidere quindi di:</p>
<ul>
<li>impedire l&#8217;attivazione del Trusted Platform Module;</li>
<li>alterare la propria identitÃ , cioÃ¨ la Attestation Identity Key;</li>
<li>generare false attestazioni;</li>
<li>gestire le proprie chiavi (non la Endorsement Key, ovviamente) salvate all&#8217;intero del TPM.</li>
</ul>
<p>l&#8217;Owner Override non vien accettata di buon grado dai membri del che vedono questa modifica come la potenziale rovina del movimento TC: manipolando le informazioni di sicurezza, la fiducia nei confronti degli elaboratori degli altri utenti, ossia il compito stesso dell&#8217;Attestazione Remota, verrebbe a mancare. La Owner Override continuerebbe a fornire tutti i benefici di sicurezza e di esecuzione sulla propria macchina, ma perderebbe tutta la capacitÃ  di accertare che un altro proprietario non abbia modificato le regole o le restrizioni sulla sua macchina durante le transazioni in Rete.</p>
<p>Finito <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Stanchi&#8230;.Posso capire&#8230;Vista la vastitÃ  dell&#8217;argomento,perÃ², sono stato anche troppo ermetico <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Per il prossimo articolo, prometto di essere piÃ¹ succinto <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  (mi metterÃ² in topless davanti al piccÃ¬&#8230;.)</p>
<p>Parola di scout (che non ho fatto <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  )&#8230;</p>
<p>Se volete un panoramica succinta (no,no&#8230;eh&#8230;.non tirate fuori le linguette <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  non ci son donnine nude <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ) dei rischi del Trusted computing andate sul sito del movimento italiano capostipite degli oppositori al TC:</p>
<p><a title="No1984" href="http://www.no1984.org/">No1984</a></p>
<p>Per un elenco dell&#8217;hardware che fa sicuramente uso del Trusted computing:</p>
<p><a title="Hardware TC-compliant" href="http://www.no1984.org/Hardware_TC-compliant">http://www.no1984.org/Hardware_TC-compliant </a></p>
<p><em>Fonte</em>: <a title="wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trusted_computing">Wikipedia</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://sleipnir.altervista.org/2006/09/23/soldato-fritz/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le 10 piaghe d&#8217;Egitto (le 10 minacce della rete)</title>
		<link>http://sleipnir.altervista.org/2006/09/15/le-10-piaghe-degitto/</link>
		<comments>http://sleipnir.altervista.org/2006/09/15/le-10-piaghe-degitto/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2006 18:18:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://sleipnir.altervista.org/?p=8</guid>
		<description><![CDATA[Le 10 minacce della rete, che dobbiamo e dovremo, volenti o nolenti affrontare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" title="Hackers - the movie -" alt="Hackers - the movie -" src="http://www.geocities.com/hatredsucks/hackers.jpg" />Forse il titolo potrebbe suonare un po&#8217; troppo terroristico e a livello dei migliori <a title="disaster movie" href="http://www.pagine70.com/cinema-apocalisse.htm">disaster movie</a> mai creati, ecco perchÃ¨ per stemperare l&#8217;atmosfera un po&#8217; troppo apocalittic-biblica ho inserito la locandina del film Hackers (che stranamente non ho visto&#8230;rimedierÃ² al piÃ¹ presto <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> )&#8230;) con la splendida Angelina Jolie</p>
<p>(in realtÃ  volevo mettere<a title="pluto hacking" href="http://www.pateam.org/images/cell/pictures/summer2002/pluto-hacking.jpg"> un&#8217;altra immagine</a> prima di trovare quella dell&#8217;Angiolina&#8230;credo di aver fatto la scelta giusta&#8230;O no? <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  )</p>
<p>Sorvoliam L&#8217;agnolina&#8230;ops&#8230;Agnellina&#8230;e diam inizio alle danze:</p>
<p>I maggiori centri di ricerca antivirus del mondo (immagino che come al solito ci sarÃ  Sophos, essendo il piÃ¹ attivo in questo campo&#8230;) hanno individuato i <strong>10 maggiori pericoli</strong> che si possono incontrare in rete.</p>
<p><span id="more-8"></span></p>
<p>Eccoli:</p>
<p><strong>1) BOT VIRUS</strong><br />
Il <strong>bot</strong>, che deriva da robot, sta ad indicare un <strong>tipo particolare di virus</strong> che trasforma i <strong>computer infettati</strong> in <strong>automi</strong> (chiamati anche <a title="zombie" href="http://www.publiweb.com/service/03_17_2005_02.html"><strong>zombie</strong></a>). Si controllano, quindi, vari computer connessi alla rete e li si utilizza per <strong> scopi illeciti</strong>, ovviamente <strong>all&#8217;insaputa del proprietario</strong>. Si crea cosÃ¬ una <a title="Botnet" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Botnet"><strong>Botnet</strong></a>, la <strong>rete formata dai computer attaccati</strong>, creata per compiere <a title="Attacchi Dos" href="http://it.wikipedia.org/wiki/DoS">attacchi dos</a>, o guadagnare illecitamente tramite <a title="Spam" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Spam">spam</a>  e <a title="Spyware" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Spyware">spyware</a>. Cosa ancora piÃ¹ grave, per creare questi bot non c&#8217;Ã¨ bisogna di grandi competenze tecniche : si trovano in rete dei <strong>botkit</strong> a partire da 30 dollari! per creare virus in scioltezza <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Questi virus non sono altro che <strong>varianti dei virus piÃ¹ conosciuti</strong> ma bastano a crear problemi ai principali motori degli antivirus piÃ¹ diffusi. Per avere un&#8217;idea del fenomeno, in America ed Europa sono stati arrestati hackers che avevano creato <strong>botnet dai 400mila ad un milione e mezzo di pc !</strong></p>
<p><strong>Come difendersi</strong></p>
<p>i<strong> bot virus</strong> non sono fermati dai comuni antivirus, occorre adottare alcune precauzioni che sarebbe utile avere sempre:</p>
<p>1) <strong>Evitare siti sconosciuti</strong> (per riconoscerli velocemente sarebbe utile installare <strong><a title="Site Advisor" href="http://www.siteadvisor.com/">Mcafee Site Advisor</a> </strong>- disponibile in due versioni: <a title="Site Advisor per Firefox" href="http://www.siteadvisor.com/download/ff.html">Site advisor per Firefox</a> e <a title="Site Advisor per Ie" href="http://www.siteadvisor.com/download/ie.html">Site advisor per Internet Explorer</a> ),ma soprattutto <strong>non cliccare </strong>allegramente <strong>sui collegamenti contenuti nelle email</strong> (come tutto il <a title="malware" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Malware">malware</a> anche i bot si diffondono in questo modo)</p>
<p>2)<strong> Controllare gli allegati</strong> (anche se il mittente Ã¨ conosciuto) con un <strong>buon antivirus</strong> (l&#8217;ottimo <a title="Kaspersky" href="http://www.kaspersky.com/">Kaspersky</a> o <a title="Bitdefender" href="http://www.bitdefender.com/it/">Bitdefender</a> o l&#8217;ottimo e pure gratuito <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  <a title="Avira" href="http://www.free-av.com/">Avira</a>)</p>
<p>3) <strong>Utilizzare un browser alternativo ad Internet Explorer</strong> (ad esempio <a title="Firefox" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mozilla_Firefox">Firefox</a>, molto piÃ¹ sicuro ed affidabile di Explorer cosÃ¬ com&#8217;Ã¨ ma ancora piÃ¹ valido con <a title="Estensioni Firefox per la sicurezza" href="http://mondomozilla.blogspot.com/2006/05/del-pandino-carino-e-sicuro-l-nostro.html">alcune estensioni per la sicurezza</a> )</p>
<p><strong>2) KEYLOGGER</strong><br />
E&#8217; difficile individuare una <strong>vera e propria fonte</strong> di questa minaccia, gli specialisti di sicurezza tendono ad identificare sul web<strong> siti ftp </strong>contenenti i dati personali di migliaia di utenti. Di solito i <a title="Keylogger" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Keylogger">keylogger</a> sono contenuti all&#8217;interno di spyware o &#8220;schifezze&#8221; simili : sono software in grado di <strong>registrare</strong> &#8211; tramite un file di testo, chiamato appunto log o anche schermate a video &#8211; <strong>tutto ciÃ² che viene digitato sulla tastiera</strong> (quindi <strong>password</strong>, <strong>nomi utente</strong>, <strong>indirizzi email</strong>, <strong>codici pin</strong>, <strong>codici per l&#8217;home banking</strong>, ecc&#8230;)</p>
<p>I piÃ¹ sofisticati riescono a recuperare informazioni dall&#8217;area chiamata<strong> Windows Protected Storage</strong>, ovvero dove Windows registra tutte le informazioni relative alle <strong>password di Internet Explorer</strong></p>
<p>Proprio uno dei siti Ftp citati prima (in america), conteneva un elenco di password per accedere a conti di banche online,o per accedere a Gmail o Hotmail</p>
<p><strong>Come difendersi</strong>:</p>
<p>1) usare un buon <a title="Firewall" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Firewall">Firewall</a> (uno ottimo gratuito Ã¨ il classico e mai fuori moda <a title="ZoneAlarm" href="http://www.zonelabs.com/store/content/catalog/products/sku_list_za.jsp?dc=12bms&#038;ctry=&#038;lang=it&#038;lid=nav_za">Zone Alarm</a> che permette di <strong>rilevare intercettare e bloccare qualsiasi tentativo d&#8217;inviare dati</strong> da parte del <strong>keylogger</strong>. Se pensate &#8220;ah, beh&#8230;.ma tanto c&#8217;ho il firewall di Xp&#8221; no&#8230;pensate male e razzolate pure peggio <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  visto che il caro Billo ha pensato bene di creare un firewall che protegga solo in entrata (tentativi d&#8217;intrusione esterni) ma non in uscita (invio di dati verso l&#8217;esterno: come ad esempio, quando si viene infettati da un <a title="cavallo di troia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trojan">cavallo di troia</a>&#8230;).</p>
<p>2)<strong> Non usare mai lo stesso nome utente e/o password </strong> per tutti i vostri indirizzi email o in generale quando usate la rete ma <strong>cambiateli regolarmente e frequentemente</strong></p>
<p><strong>3) PHISHING</strong></p>
<p>Parlare in maniera approfondita di questo fenomeno avrebbe bisogno di un&#8217;enciclopedia e visto che in rete c&#8217;Ã¨, vi rimando alla migliore enciclopedia della rete <a title="Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale">Wikipedia</a> ed in particolare ad un breve ma approfondito excursus sul <a title="phishing" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Phishing">phishing</a></p>
<p>ParlerÃ² invece di una recente evoluzione del fenomeno: il cosidetto <a title="live phishing" href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&#038;cod=4773">live phishing</a> che utilizza una tecnica chiamata<strong> smart redirection</strong>: in pratica si<strong> redireziona qualsiasi indirizzo web</strong> in modo del tutto invisibile, anche se lo si digita dalla tastiera.</p>
<p>Esempio rustico <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  : voglio andare su  &#8220;angelinajolie.com &#8221;<br />
(un sito proprio a caso,neh&#8230; <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> ) ), digito l&#8217;indirizzo e navigo allegramente sul sito della cara Agnolina, senza sapere che il sito che sto visitando non Ã¨ il suo ma di un hacker, brutto, peloso, sudato e pure puzzolente <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  che ha fatto una<strong> copia </strong> per cosÃ¬ dire al volo o meglio <strong>in tempo reale della grafica e dei contenuti</strong> del sitozzo della benamata Agnolina mentre navigavo&#8230;</p>
<p><strong>Come difendersi</strong></p>
<p>1) non fidatevi mai delle<strong> mail che chiedono dati personali</strong> (anche se arrivano dalla vostra banca o bancoposta, ecc&#8230;): nessuna banca o affini si affiderebbe ad una mail, per sincerarvi comunque potete sempre fare una telefonata ed in caso segnalare la cosa&#8230;.</p>
<p>2) non accedete al <strong>conto online cliccando su un link</strong> di una mail <strong>utilizzate un segnalibro</strong> o <strong>digitate l&#8217;indirizzo sulla tastiera </strong></p>
<p>3) Utilizzate Netcraft che <strong>classifica i siti di phishing</strong></p>
<p><strong>4) FATTORE UMANO</strong></p>
<p>La<strong> minaccia piÃ¹ grave </strong>che rende vano qualsiasi strumento di sicurezza Ã¨ sicuramente l&#8217;<strong>errore umano</strong> o meglio l&#8217;<strong>imprudenza</strong>: alcuni mesi fa il sito di ebay Ã¨ stato vittima di alcuni <a title="phisher" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Phishing">phisher</a> che sfruttando una vulnerabilitÃ  appena scoperta del sito, hanno <strong>truffato decine di utenti</strong>.</p>
<p>La <strong>pagina trappola</strong> sembrava una <strong>vera  offerta di ebay</strong> ma chiedeva inaspettatamente alcuni <strong>dati personali</strong> (una costante nei casi di phishing che doveva insospettire)</p>
<p>Un altro esempio sono le <strong>email con virus e malware di vario genere</strong><br />
Queste email sono assolutamente perfette sia graficamente che come contenuti. Il dominio (la parte che segue il simbolo @ ) e l&#8217;indirizzo sembrano autentici e sembrano <strong>provenire da un collega dell&#8217;ufficio</strong>, quindi niente sembra far sospettare che quell&#8217;allegato sia pericoloso.</p>
<p><strong>Come difendersi</strong></p>
<p>1) Visitare i siti dei <strong>produttori di antivirus</strong> (<strong>Kaspersky</strong>,<strong>F-secure</strong>, <strong>Sophos</strong>) ed <strong>informatevi sulle nuove minacce</strong><br />
2) Visitate periodicamente i siti che monitorizzano le <strong>attivitÃ  degli hacker </strong>ad esempio <a title="Zone h" href="http://www.zone-h.it/">Zone-H </a></p>
<p><strong>5) SERVER DNS</strong></p>
<p>Prima di tutto spieghiamo velocemente cos&#8217;Ã¨ un server dns, diciamo che pur non sapendolo, chiunque abbia navigato su Internet ha usato questo tipo di <a title="server" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Server">server</a> : i <strong>server dns</strong> (<strong>domain name system</strong>) si usano quando si <strong>digita il nome di qualsiasi indirizzo Internet</strong>, il loro compito Ã¨ di<strong> tradurre l&#8217;indirizzo</strong> scritto in lettere in <a title="Indirizzo Ip" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indirizzo_IP">indirizzo Ip</a> (gli<strong> indirizzi ip</strong> sono il <strong>reale indirizzo </strong>di un sito Internet, che puÃ² essere<strong> identificato univocamente</strong> ( puÃ² essere simile al nome di una persona ed al suo numero di telefono : il tal Ciccio ha il tal numero di telefono ): ad es. : se voglio andare su google, digito www.google.com, in realtÃ  questa Ã¨ una convenzione, utilizzata per farmi ricordare meglio quel tal sito; il vero indirizzo (quindi l&#8217;indirizzo ip) di google Ã¨</p>
<p>http://64.233.179.104/</p>
<p><strong>Ricordare questi numeri</strong> non sarebbe facile, quindi sono nati i server dns che <strong>convertono i normali indirizzi internet in indirizzi ip</strong></p>
<p>Detto questo, ogni <a title="Internet Service provider" href="http://it.wikipedia.org/wiki/ISP">Isp</a> (eccoci con un&#8217;altra sigla <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  <strong>Internet service provider</strong>, in soldoni chi fornisce una connessione ad Internet &#8211; i vari libero, tin, wind,ecc&#8230;. &#8211; ) ha un server di questo tipo.</p>
<p>Senza questi server la rete non funzionerebbe e potrebbe sembrare incredibile ma secondo uno studio americano oltre il 75 % dei server dns userebbe <strong>software obsoleto</strong> o <strong>mal configurato</strong>. Ovviamente, questa grave mancanza Ã¨ stato prontamente notata dagli hacker: alcuni hanno imparato ad usare i <strong>server dns malconfigurati</strong> per sferrare massicci attacchi <a title="Dos" href="http://it.wikipedia.org/wiki/DoS">Dos</a> (Denial of Service ), altri usando una tecnica chiamata <a title="cache poisoning" href="http://www.civile.it/Ilaw/diziovisual.asp?num=326">cache poisoning</a> hanno utilizzato una<strong> falla di sicurezza </strong>per<strong> reindirizzare gli utenti di un Isp </strong>o azienda verso un sito che riempie il computer di spyware e malware di vario tipo.</p>
<p><strong>Come difendersi</strong></p>
<p>L&#8217;unica cosa da fare Ã¨ sincerarsi che il nostro <strong>Isp usi sempre software aggiornato e configurato correttamente</strong>.</p>
<p><strong>6) VIRUS E ROOTKIT</strong></p>
<p>I <a title="rootkit" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rootkit">rootkit</a> sono il sogno di qualsiasi hacker, visto che consentono a <strong>bot virus</strong>,<strong>worm </strong>ed a tutte le altre schifezze malwareggianti <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  di risiedere in pianta stabile <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  sui computer delle vittime <strong>senza lasciare traccia</strong></p>
<p>Basta visitare una pagina &#8220;sbagliata&#8221; ed il danno Ã¨ fatto, senza che <strong>Internet Explorer si accorga di nulla</strong>. Nel <a title="task manager" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Task_Manager">Task Manager</a> (i programmi in esecuzione) non compare nulla di strano e nemmeno i piÃ¹ diffusi antivirus si allarmano.</p>
<p>Non c&#8217;Ã¨ da meravigliarsi se <a title="Panda software" href="http://www.pandasoftware.it/">Panda Software</a> ha individuato, per prima, una variante del worm Bagle corredato di rootkit.</p>
<p><strong>Come difendersi</strong></p>
<p>Difendersi da questa minaccia Ã¨ difficile: gli unici strumenti disponibili gratuitamente sono: <a title="RootkitRevealer" href="http://www.hwupgrade.it/download/file/2293.html">RootkitRevealer</a> e <a title="Black light" href="http://news.swzone.it/swznews-18423.php">BlackLight</a> , utilizzare un antivirus che sia grado di rilevarli: <strong>Kaspersky</strong> e <strong>F-secure</strong>, gli altri si stanno attrezzando <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p><strong>7) VIRUS &#8220;CELLULARE&#8221;</strong></p>
<p>Ultimamente anche i <strong>cellulari sono a rischio virus</strong>: in Russia Ã¨ stato isolato un cavallo di troia in grado di<strong> mandare sms ad alto costo</strong> ma il pericolo non viene solo dagli sms ma anche dal <strong>bluetooth</strong>; a Londra infatti un ricercatore di F-secure durante un esperimento ha individuato quattro attacchi<strong> virus via bluetooth </strong>.</p>
<p>Il sistema piÃ¹ attaccato Ã¨ Symbian, Windows mobile e le varianti Java</p>
<p><strong>Come difendersi</strong></p>
<p>1) <strong>Disabilitare il bluetooth quando non serve</strong> (non girare quindi alla bersagliera, per conoscere donnine varie facendo <a title="toothing" href="http://www.repubblica.it/2004/d/sezioni/esteri/toothing/toothing/toothing.html">toothing</a> <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  )</p>
<p>2)<strong> Controllare la bolletta telefonica</strong> per scoprire eventuali servizi a pagamento non voluti</p>
<p>3) <strong>Utilizzare un antivirus per cellulari</strong> come Kaspersky, F-Secure, McAfee e Trend Micro</p>
<p><strong> <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> RFID</strong></p>
<p>La sigla <strong>RFID</strong> (<strong>Radio Frequency Identification</strong>) indica quei piccolissimi <strong>chip in grado di trasmettere informazioni a distanza limitata</strong> (negli Stati Uniti saranno utilizzati ad esempio per i passaporti) ma utilizzabili per svariate applicazioni (dal <strong>commercio elettronico</strong> ai <strong>documenti identitÃ </strong>, alla <strong>sicurezza</strong>).</p>
<p>Uno studio olandese ha evidenziato dei <strong>problemi di sicurezza nei database</strong> che stanno &#8220;dietro&#8221; ai chip rfid</p>
<p><strong>Come difendersi</strong></p>
<p>I <strong>segnali dei chip rfid non passano i metalli</strong> o i <strong>contenitori rivestiti d&#8217;alluminio</strong>. Per proteggerli sarebbe utile chiuderli in un <strong>porta biglietti da visita in ferro</strong> o materiale simile</p>
<p><strong>9) RANSOMWARE</strong></p>
<p>Non si tratta di una nuova versione del film di Mel Gibson (forse lui avrebbe reagito spaccando tutto e mettendo a ferro e a fuoco i computer di tutto il regno <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ) in realtÃ , purtroppo, Ã¨ qualcosa di molto peggiore: un <strong>virus che raccoglie, comprime e cifra oltre 44 differenti tipi di file</strong> per riaverli bisogna <strong>pagare un riscatto</strong>. Il virus <a title="Cryzip" href="http://www.difesa.it/NR/rdonlyres/DF1CEE63-DC2B-49F8-9857-1E991A6EED59/11118/bollettino_nr_3_2006.pdf">Cryzip</a> ad esempio chiedeva 300 dollari e purtroppo questo tipo di virus sono in aumento.</p>
<p><strong>Come difendersi</strong></p>
<p>1) Ovviamente <strong>non pagare il riscatto</strong>, <strong>denunciare l&#8217;accaduto alla polizia</strong> ed assolutamente <strong>non visitare nessun link nella mail del &#8220;rapitore&#8221;</strong></p>
<p>2) Annotare con cura <strong>ogni dettaglio della mail ricevuta</strong> e <strong>spegnere il pc infettato</strong>. Con un pc &#8220;pulito&#8221; cercare sulla rete gli elementi annotati in precedenza: molto probabilmente riuscirete a <strong>trovare la password per sbloccare i file</strong></p>
<p>3) Utilizzare un <strong>programma per recuperare i file cancellati</strong>ma questo non funziona con sicurezza in tutte le occasioni</p>
<p><strong>10) MAC E LINUX</strong></p>
<p>Windows, da sempre ormai <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  , Ã¨ sicuramente il bersaglio preferito per quanto riguarda virus, frodi online e schifezze varie, ultimamente perÃ² nemmeno gli utenti del pinguino piÃ¹ famoso dell&#8217;informatica ( simbolo di <a title="Linux" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linux">Linux</a> ) e della mela piÃ¹ famosa (simbolo del <a title="Mac" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Apple_Macintosh">Mac</a> ) dormono piÃ¹ sonni tranquilli: a febbraio Oompa Loompa, virus di <a title="Instant messaging" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Instant_messaging">Instant messaging</a> ha attaccato Os X Tiger, Apple ha rilasciato un copioso  aggiornamento di sicurezza per il browser <a title="browser Safari" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Safari_%28browser%29">Safari </a><br />
Linux, non Ã¨ da meno, anzi forse la situazione Ã¨ peggiore.<br />
I virus nel 2005 sono raddoppiati rispetto all&#8217;anno precedente ed anche la qualitÃ  Ã¨ migliorata : virus con rootkit (non dimentichiamo che i <strong>rootkit sono nati proprio in ambiente Linux</strong>). Inoltre cominciano a nascere <a title="virus ibridi" href="http://www.f-secure.it/f-secure/pressroom/protected/protit-2-2006/64-414-3101.shtml">virus ibridi</a> , <strong>capaci d&#8217;infettare sia Windows che Linux</strong>: nei pc casalinghi ancora il simpatico pinguino non Ã¨ ancora famoso (purtroppo&#8230;); ma sulla maggior parte dei server delle grandi aziende fa da padrone (per fortuna direi&#8230;.).</p>
<p>Visto che anche lo <strong>scopo degli hacker Ã¨ cambiato</strong>, <strong>non piÃ¹ il sabotaggio dei sistemi ma il furto</strong>, Ã¨ sempre piÃ¹ conveniente <strong>investire sui server Linux</strong>, visto che il <strong>codice sorgente Ã¨ liberamente disponibile</strong></p>
<p><strong>Come difendersi</strong></p>
<p>L&#8217;<strong>antivirus per Mac e Linux</strong> Ã¨ ormai un imperativo categorico. La soluzione offerta da Panda software Ã¨ molto valida</p>
<p>Ovviamente l&#8217;antivirus non basta se non viene costantemente aggiornato.</p>
<p><strong><strong /></strong></p>
<p><strong> <strong> </strong> </strong><strong><strong><strong> <strong><strong> <strong> </strong> </strong></strong> </strong><strong><strong><strong><strong><em>Fonte</em> <a title="Pcworld" href="http://www.pcw.it/">Pcworld</a></strong></strong></strong></strong></strong></strong></p>
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		<title>Ransomware, il ri(s)catto corre sul filo</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Aug 2006 17:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il fenomeno che sto per descrivere non Ã¨ proprio nuovo, questa minaccia ha piÃ¹ di due anni ma recente, purtroppo, Ã¨ l&#8217;abilitÃ  di chi li crea:Kaspersky, la maggiore autoritÃ  nel campo degli antivirus, ha segnalato la sempre crescente abilitÃ  di chi crea malware di cifrare alcuni file dei computer che vengono infettati o interi hard [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="top" title="ransomware" alt="ransomware" src="http://www.wdr.de/themen/computer/schiebwoche/2005/_img/diebe_160q.jpg" /></p>
<p>Il fenomeno che sto per descrivere<strong> non Ã¨ proprio nuovo</strong>, <a title="ransomware" href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1307748">questa minaccia</a> ha piÃ¹ di due anni ma recente, purtroppo, Ã¨ <strong>l&#8217;abilitÃ  di chi li crea</strong>:<a title="Kaspersky" href="http://www.kaspersky.com/">Kaspersky</a>, la maggiore autoritÃ  nel campo degli antivirus, ha segnalato la sempre crescente abilitÃ  di chi crea malware di <strong>cifrare alcuni file</strong> dei computer che vengono infettati o <strong>interi hard disk</strong></p>
<p>Questo fenomeno Ã¨ chiamato <strong>ransomware</strong> (dall&#8217;inglese <strong>ransom = riscatto</strong>): alcuni file vengono <a title="cifratura" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crittografia">cifrati</a> con un <strong>alto livello di complessitÃ </strong> (si Ã¨ arrivati a <strong>660 bit</strong>) e viene inviata una mail con l&#8217;<strong>indirizzo</strong> al quale inviare il <strong>riscatto</strong>: se non si paga non si possono piÃ¹ recuperare i dati.</p>
<p>A volte (generalmente questo tipo di <strong>attacchi provengono dalla Russia</strong>) si costringe la vittima a <strong>comprare farmaci</strong> o altri prodotti su vari siti russi, prima di liberare i file in ostaggio <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> )</p>
<p>l&#8217;unico sistema gratuito e che funzionerÃ  sempre per adesso Ã¨  il caro e vecchio <a title="backup" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Backup">backup</a> dei dati&#8230;<br />
Se la <strong>cifratura</strong> raggiungesse <strong>livelli ancora maggiori</strong>, sarebbe un problema per i creatori di antivirus riuscire a <strong>superare le protezioni degli hacker</strong></p>
<p><em>Fonte </em><a title="ransomware punto informatico" href="http://punto-informatico.it/pbox.asp?id=1589179">Punto informatico</a><em><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Storia della colonna infame</title>
		<link>http://sleipnir.altervista.org/2006/07/29/storia-della-colonna-infame/</link>
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		<pubDate>Sat, 29 Jul 2006 19:11:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni banner inducono l'ignaro utente, grazie a messaggi inquietanti, a scaricare software contenente spyware...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>La mattina del 21 di giugno 1630, verso le quattro e mezzo, una donnicciola chiamata Caterina Rosa, trovandosi, per disgrazia, a una finestra d&#8217;un cavalcavia che allora c&#8217;era sul principio di via della Vetra de&#8217; Cittadini, dalla parte che mette al corso di porta Ticinese (quasi dirimpetto alle colonne di san Lorenzo), vide venire <strong>un uomo con una cappa nera, e il cappello sugli occhi, e una carta in mano</strong>, sopra la quale, dice costei nella sua deposizione, <strong>metteva su le mani, che pareua che scrivesse</strong>. Le diede nell&#8217;occhio che, entrando nella strada, <strong>si fece appresso alla muraglia delle case</strong>, che Ã¨ subito dopo voltato il cantone, e che <strong>a luogo a luogo tiraua con le mani dietro al muro</strong>. All&#8217;hora, soggiunge, mi viene in pensiero se a caso <strong>fosse un poco uno de quelli che, a&#8217; giorni passati, andauano ongendo le muraglie</strong>. Presa da un tal sospetto, passÃ² in un&#8217;altra stanza, che guardava lungo la strada, per tener d&#8217;occhio lo sconosciuto, che s&#8217;avanzava in quella; et viddi, dice, che teneua toccato la detta muraglia con le mani.</em></p></blockquote>
<p>Mi perdoni il grande <strong>Alessandro Manzoni</strong> per aver citato parte di una sua opera: <strong>Storia della colonna infame</strong><br />
ma volevo una &#8220;voce&#8221; illustre per introdurre l&#8217;argomento del post e chi meglio di lui,che tanto ne ha scritto, poteva farlo?&#8230;<br />
Vi chiederete che cosa possa c&#8217;entrare un&#8217;opera di <strong>Manzoni con l&#8217;informatica</strong>&#8230;beh&#8230;sarÃ  un accostamento azzardato ma secondo me c&#8217;entra eccome:</p>
<p><span id="more-3"></span></p>
<p>1) Milano (XVII secolo): un uomo viene visto aggirarsi con sospetto allâ€™alba. Questo sospetto basta per farlo arrestare con lâ€™accusa infamante di essere <strong>un untore</strong> (ecco il tema del post), di avere cioÃ¨ sparso per la cittÃ  dellâ€™unguento pestifero.</p>
<p>2) L&#8217;uomo sotto tortura confessa ma i giudici vogliono i nomi dei complici (che devono per forza esserci&#8230;non puÃ² aver agito da solo) e quindi nasce una sorta di <strong>catena d&#8217;untori</strong> (i vari nomi degli untori &#8211; in questo caso si parla di software e non di persone umane ovviamente &#8211; sono un altro punto in comune con il mio post), a capo di tutti c&#8217;Ã¨ un nobile spagnolo che alla fine vien scagionato.</p>
<p>3) Tutti gli altri, invece, vengono condannati a morte e nel punto della cittÃ  dove sorgeva la casa del primo complice viene fatta erigere <strong>una colonna, a monito immortale della riprovevole azione di aver diffuso la peste</strong></p>
<p>(la <strong>colonna infame</strong> appunto&#8230;e questa non c&#8217;Ã¨ nel mio post ma dovrebbe esserci: <strong>una colonna infame del web con tutti i nomi di chi si macchia di crimini informatici</strong>, in questo caso di <strong>spyware</strong></p>
<p>Passiamo quindi al nostro post, ovvero parliamo dei <strong>banner pericolosi</strong>:</p>
<p>Stiamo  allegramente navigando quando compare questo simpatico messaggio <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  :</p>
<p><img src="http://img115.imageshack.us/img115/8320/messaggio2jh.jpg" /></p>
<p>In questo caso il software si chiama <strong>Errorsafe</strong> ma non Ã¨ l&#8217;unico nome con il quale si presenta: <strong>Errorpatrol</strong>,<strong>Winfixer</strong> e molti altri ancora. Ovviamente il nostro <strong>registro</strong> ed il <strong>sistema in generale</strong>, funzionano perfettamente. Quello che purtroppo (in molti casi) funziona ancor meglio Ã¨ la tecnica che viene usata: siamo di fronte ad un caso di <a title="Social engineering" target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Social_engineering">social  engineering</a> : si induce l&#8217;ignaro utente ad <strong>installare il software citato</strong>,terrorizzandolo con <strong>errori inesistenti</strong>, o meglio&#8230;visto che il software in questione altro non Ã¨ che uno <strong>spyware</strong>; gli errori ed i problemi nel sistema ci saranno eccome ma solamente se si sarÃ  installato il programma in questione.</p>
<p>Tutto ha inizio cliccando su di un semplice <strong>banner</strong> (lo trovate subito sotto&#8230;) cioÃ¨ quelle piccole o grandi immagini, piÃ¹ o meno animate, che generalmente servono a fare pubblicitÃ ; inoltre per consentirne una diffusione ancora maggiore viene inserito  in un <strong>grande circuito gratuito di scambio banner </strong>(ad es.: io  mister x, amico di mister y, inserisco il banner di mister y sul mio sito, mister y fa altrettanto sul suo e cosÃ¬ via&#8230;) come <a title="Bpath" href="http://www.bpath.com/">bpath</a> e quindi viene <strong>visualizzato su moltissimi siti</strong> che appartengono a quel circuito.</p>
<p><img title="banner canada" alt="banner canada" src="http://img115.imageshack.us/img115/4660/banes8pv.gif" /></p>
<p>ll sito all&#8217;apparenza non contiene nulla di strano: un semplice sito per chi vuole vivere e lavorare in Canada, in realtÃ  perÃ² il <strong>banner</strong> Ã¨ un <strong>filmato in flash</strong> (che puÃ² contenere <strong>codice dannoso</strong> &#8211; per un approfondimento vi consiglio di legger<br />
<a title="I cookie di Flash" href="http://inforiosity.blogspot.com/2005/12/i-cookie-di-flash-local-shared-objects.html">I cookie di Flash</a> ) che <strong>tenta di comunicare con la casa madre</strong>.</p>
<p>Analizzando a fondo il codice ( serve un decompilatore per il linguaggio flash ) si nota il link al sito di Winfixer, quello che propone la <strong>finta scansione antivirus</strong> del PC. Lo script <strong>dopo alcuni controlli iniziali sul browser</strong> e sulla <strong>possibilitÃ  di aprire pop-up</strong> (con l&#8217;avviso iniziale della presunta infezione), apre la pagina da cui scaricare il <strong>software &#8220;untore&#8221;</strong>.</p>
<p>Spendiamo ora qualche parola in piÃ¹ sullo <a title="Definizione di spyware" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Spyware">spyware</a>, o meglio sulla loro <strong>presunta capacitÃ  di eliminare lo spyware</strong>: si spacciano solamente per esser antispyware, mentre in realtÃ  sono essi stessi untori (ecco che ci ricolleghiamo al nostro caro Manzoni <img src='http://sleipnir.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  &#8230;.): contengono spyware (o anche <a title="malware" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Malware">malware</a>) e vengono riconosciuti come tali dai <strong>principali software antivirus, </strong>quali ad esempio <a title="Kaspersky" href="http://www.kaspersky.com/find?words=winfixer&#038;search=1">Kaspersky</a> e <a title="Sophos" href="http://www.sophos.com/virusinfo/analyses/winfixer.html">Sophos</a></p>
<p><strong>Come riesce Winfixer ad infettare il nostro pc?</strong></p>
<p>Come viene descritto in un ottimo articolo di <a title="Winfixer wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/ErrorSafe">Wikipedia su Winfixer</a>, ci sono vari modi di infettarsi. Prima di tutto Ã¨ utile dire che <strong>chi usa Internet Explorer corre piÃ¹ rischi di chi usa browser alternativi</strong> (ad esempio <strong>Firefox</strong>, browser che utilizzo felicemente da anni oramai, se volete sapere qualche opinione a riguardo da un affezionato utente, visitate il mio blog <a title="Mondomozilla" href="http://mondomozilla.blogspot.com/">Mondomozilla</a> o l&#8217;autorevole voce di <a title="Firefox Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mozilla_Firefox">Wikipedia su Firefox</a>&#8230;.).</p>
<p>Generalmente l&#8217;infezione avviene con una <strong>finestra di dialogo di Internet Explorer</strong> (la finestra di cui parlavo all&#8217;inizio del post) ma anche scaricando una <strong>versione di valutazione del programma</strong> che installa anche un <a title="cavallo di troia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trojan">cavallo di troia</a> ed un <a title="virus" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Virus_(informatica)">virus</a><br />
per liberarsene occorre comprare il software</p>
<p><strong>Come proteggersi ?</strong></p>
<p>Utilizzare un <strong>browser alternativo</strong> ad Internet Explorer per ridurre la vulnerabilitÃ  a questa ed altre minacce, siano esse malware, virus, spyware, ecc&#8230;( Firefox permette di utilizzare alcune <a title="estensioni sicurezza firefox" href="http://mondomozilla.blogspot.com/2006/05/del-pandino-carino-e-sicuro-l-nostro.html">estensioni per aumentare la sicurezza</a> della navigazione) La stragrande maggioranza del malware Ã¨ rivolto ad Internet Explorer, a causa della sua vasta diffusione ed Ã¨ quindi scritto per utilizzare vulnerabilitÃ  e falle di sicurezza della sua programmazione</p>
<p><strong>Bloccare l&#8217;indirizzo</strong> <em>www.winfixer.com </em>con un <a title="firewall" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Firewall">firewall</a> puÃ² impedirne lo scaricamento, anche se il software utilizza anche altre vie per installarsi</p>
<p><strong>Controllare sempre qualsiasi software si voglia installare sui motori di ricerca</strong> (se Ã¨ un software sospetto ci saranno moltissimi link ad articoli che lo riguardano) e soprattutto su <a title="spywarewarrior" href="http://spywarewarrior.com/rogue_anti-spyware.htm">spywarewarrior</a></p>
<p><em>Fonte </em><a title="Zeus news" href="http://www.zeusnews.it/">Zeus news</a><em><br />
</em></p>
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