Grande Fratello Google

Giovedì, Novembre 16th, 2006 @ 14:01 | Motori di ricerca

Google no privacy

La signorina e le parole dell’immagine sintetizzano bene, anche con un vago :) doppio senso, una verità universalmente nota: i più noti motori di ricerca tracciano profili dei loro utenti, conservando anche per anni i dati raccolti (Google in testa ma si difendono bene anche MSN di zio Bill, Yahoo, Aol che recentemente ha reso pubbliche, per errore, 650000 ricerche effettuate da i suoi utenti)

Come sostiene Daniel Brandt , creatore di Scroogle e del sito anti-google Google Watch, ci sono 9 punti importanti che eleggono Google come grande fratello:

1) il cookie eterno di google : l’unico motore di ricerca ad usare un cookie permanente che scade nel 2038.
Sull’hard disk viene salvato un numero identificativo ed ogni volta che viene visitata una pagina di google, viene salvato un cookie di questo tipo, se non è già presente; se il cookie è già presente, viene letto e registrato il vostro numero identificativo.

Per sapere come sono realmente i cookie (di solito sono semplici file di testo), ecco un esempio (tratto dal sito di Google watch):

Gookie

Yikes! Too many preservatives: Expires on January 17, 2038PREF=ID=1ee1349b174cd530
TM=1157559460
LM=1157559460
S=aR-VHdIQD3E7dOv5

ID è il numero che vi identifica.

Cancellate il cookie in modo che Google sia costretto ad assegnarvene uno nuovo ogni volta che viene visitato. Potrebbero esserci alcuni dati aggiuntivi tra l’ID e TM.

TM=1157559460 significa 2006-09-06 16:17:40 GMT

(time) quando è stato salvato il cookie.

LM=1157559460 significa 2006-09-06 16:17:40 GMT

(last time) l’ultima volta che avete modificato alcune opzioni.

    S= è un valore di checksum per garantire l’integrità dei dati.

2) Google salva tutto ciò che può: per ogni ricerca salva l’indirizzo Ip (praticamente una serie di numeri che permettono di stabilire, abbastanza precisamente, la collocazione fisica del computer dal quale state scrivendo) data e ora della ricerca, i termini ricercati, la configurazione del vostro browser.

Bisogna precisare inoltre che, grazie ad un sistema chiamato “IP delivery based on geolocation “, la precisone della provenienza del visitatore aumenta considerevolmente.

3) Google conserva i dati senza restrizioni di tempo

Non ci sono restrizioni o limiti temporali per quanto riguarda la possibilità di conservare i dati raccolti, inoltre google ha libero accesso ai dati degli utenti

4) Google non rende pubblico come mai raccoglie questi dati

Se si richiedono informazioni dettagliate riguardanti la gestione dei dati raccolti non vengono fornite: nel 2002 un inviato del New York Times, ha chiesto a Sergey Brin se Google fosse mai stato citato in giudizio a causa di questo e lui non ha commentato

5) Google ingaggia spie

Google ingaggia autorità nel campo della sicurezza, uno dei suoi ingegneri sembra facesse parte dell’N.S.A.; in modo che possano vantare le qualità dell’azienda ai capoccioni di Washington

6) la Google toolbar si comporta da spyware

Ormai è un fatto risaputo ma non ci si stancherà mai di ripeterlo: se si attivano le opzioni avanzate la toolbar di google per Internet Explorer phones home (te-le-fo-no ca-sa, proprio come E.T :) ), tiene traccia di qualsiasi ricerca effettuata e la manda a casuccia :) , oltre ovviamente a leggere i dati personali contenuti nel cookie. Inoltre la toolbar si aggiorna senza proferir parola e senza chieder permesso :) .

Installando la toolbar,quindi, Google potrebbe aver potenzialmente accesso al vostro hard disk ogni volta che vi collegate al nostro caro e bel motorone (e confessate….lo fate tante volte, neh? ).
Qualsiasi software che s’aggiorna senza preavviso è un grosso pericolo per la sicurezza.

7) La cache di Google è illegale

L’unico modo a disposizione di un webmaster per impedire che un sito (o un blog) venga copiato interamente tramite la copia della cache, è inserire il meta tag “noarchive” nell’header di ogni pagina del sito. Chi naviga in internet la apprezza (io in realtà non l’ho mai usata) ma i webmaster non la sopportano: molti webmaster hanno cancellato materiale discutibile (per la privacy di alcune persone, perchè protetto da copyright,ecc…) e lo ritrovano allegramente nella cache di google

8) Google non è vostro amico

Google detiene quasi l’80% delle ricerche effettuate su Internet
Un webmaster, oggigiorno, non può esser fuori delle grazie di Google, se vuole aumentare il traffico verso il suo sito.
Se, ad esempio, volesse approfittare delle debolezze dell’algoritmo semi-segreto di Google (vedi metodi illegali di posizionamento: i cosidetti black hat ) si vedrà penalizzato nella scalata all’olimpo dello Zeus Google :) o entrerà a far parte del girone dei bannati :) (per usar una simil metafora dantesca :) e il suo traffico magicamente farà puff….

Non c’è un metodo consolidato o esplicitamente spiegato per entrar nelle grazie di Google e non c’è appello per i siti che sgarrano.

9) Google è una privacy-bomba a tempo

Con più di 200 milioni di ricerche al giorno, la maggior parte delle quali provenienti fuori dai confini americani, Google è una bomba ripiena di privacy :) pronta a scoppiare.
Gli esperti di data-mining e burocrati di Washington, desiderosi di carpire dati personali, avrebbero potuto solamente sognare una macchina cattura-privacy quale Google.

Nella prossima puntata spiegherò come difendersi dalle insidie del grande fratello google….

Goohome-Google Watch.org

Fonte: Robin Good



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Comments

2 Comments so far


  1. 1 Barbara on Novembre 22, 2006 00:49

    Vabbè dai sarà un pò impiccione ma … io adoro google e uso moltissimi dei suoi servizi!

  2. 2 admin on Novembre 22, 2006 13:44

    beh…certo,nessuno mette in dubbio la validità del motorone, si sta un po’troppo billizzando, però :)

    Google fino a qualche mese fa, era il motore che usavo di più, adesso uso sempre scroogle. In quanto ad altri servizi, ho anche un account con Gmail (ed anche qui, in quanto a privacy, non si sta proprio allegri :) )

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